Percezione di libertà

Normalmente provo a difendere – per quanto posso – i diritti dei collettivi che da sempre sono stati discriminati e quindi non so se reputarmi un attivista, dato che considero il termine un titolo onorifico: in questi tempi in cui pare che nessuno sia interessato a mettersi in gioco, mi sembra un titolo riservato a persone che lavorano più di me. In tutti i modi, le mie denunce realizzate sulla tastiera risultano le più efficaci.

CrimeThinkSeduti in un bar, mi viene rivolta puntualmente la domanda: “Fernan, perché ti batti per i diritti degli omosessuali se sei etero?”. Mi succede lo stesso con la religione (sono ateo), con l’inclusione razziale (sono bianco) e con il femminismo (sono un uomo).

Vi ripeto, faccio quel che posso. In ogni caso, credo che ognuno/a debba fare ciò che gli/le va, qualsiasi sia la sua presa di posizione. Due (o tre, o quattro) lesbiche dovrebbero potersi baciare per strada, se ne hanno voglia. Una donna dovrebbe poter indossare quello che le passa per la testa senza che ci sia chi dica: “mi sta provocando”. E, ovviamente, non si dovrebbe presumere la colpevolezza di tutti/e coloro che non sono bianchi, quando la presunzione di innocenza è un elemento così sacro. Il mio non è attivismo in un settore concreto, piuttosto è attivismo per la libertà in generale.

Il mondo continua ad essere ingiusto per la stragrande maggioranza della popolazione. Ci sono quelli che pensano che l’omosessualità è stata ormai accettata dalla società e che non ci sia altro da fare; nonostante questo, negli annunci della Coca-Cola non si vedono due mamme. Allo stesso modo, ci sono quelli che pensano che l’uguaglianza di genere è un reale dato di fatto; nonostante questo, oggi un uomo ha ucciso la sua ex fidanzata ad Ourense. E poi ci sono quelli che avranno spento la televisione davanti ai casi di violenza della polizia -solo contro la popolazione nera- negli Stati Uniti.

Non so per quale motivo l’essere umano tende sempre a pensare che non potrebbe essere più libero di come lo è realmente. La storia, in realtà, ci dimostra che questa affermazione è una bufala, però, nel frattempo, esiste un’eco di violenza che si diffonde su tutti coloro che non sono bianchi, uomini, eterosessuali e di classe media, terminando tale eco con un “Basta”.

Nessuno è libero, o meglio, nessuno è così libero come potrebbe o vorrebbe. Ma, nonostante tutto, esiste gente privilegiata dalla società così come dal diritto. Per esempio: l’eterosessualità si presume, però per essere omosessuale bisogna fare coming out. Un altro esempio è che, per il momento, non vedrete nessuna pubblicità di un profumo senza una persona che si adatti perfettamente ai canoni di bellezza standard. E, tra l’altro, ascolterete la frase: “la violenza di genere è anche quella delle donne nei confronti degli uomini”, come se veramente esistesse un sistema matriarcale che opprime il sesso maschile. E non vedrete nemmeno un uomo di colore ricco, a meno che non sia un calciatore.

Bauman, nel suo libro “Libertà“, afferma che la libertà non esiste quando si sta soli, si ha bisogno di almeno un’altra persona per poter essere liberi. Si è liberi solo all’interno di una società, in definitiva. E quindi, come potrei essere libero io, inserito all’interno di un’unica umanità, se tutto il continente africano fosse razzista nei confronti di tutti coloro che abitano dall’Equatore in su?

Perché denuncio, quindi? Perché mi dà fastidio non poter fare battute con naturalezza, dato che esiste gente che ci crede sul serio; e, a tal proposito, chiedo al dio delle piccole cose che non mi risulti mai indifferente l’ingiustizia, così come dice una canzone. Abbiamo bisogno di un mondo libero, sempre più libero, fino ad arrivare a non aver più bisogno di leggi. Per questo è necessario che tutti gli esseri umani si diano da fare, la libertà assoluta non giungerà mai se esiste anche solo una persona prigioniera.

Fernando

Foto: Elisabetta

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