Percezioni: poveri dei “barrios de pie”

Alcuni giorni fa ho pubblicato alcune riflessioni a proposito del mio viaggio in Argentina. Ho deciso di continuare su questa linea.

Dopo due mesi trascorsi nel nordest argentino ad osservare e a conoscere la vita delle comunità della zona di Jujuy e Salta, ho deciso di passare al ritorno per Buenos Aires. Volevo riconciliarmi con la città, trovare dei punti positivi, approfittare e godere della sua offerta culturale. In questa città, inoltre, ci sono sempre delle manifestazioni, come quella delle Madres de Plaza de Mayo, accampamenti di protesta come quello di Félix Díaz; oltre a queste azioni ormai quasi permanenti, tuttavia, ci sono molte altre manifestazioni in strada. Per cui fare una passeggiata per Buenos Aires implica avere grandi possibilità di conoscere la gente e le diverse problematiche e lotte che affrontano.

Madres de Plaza de Mayo, 15 abril 2015

Madres de Plaza de Mayo, 15 Aprile 2015

La mia prima passeggiata l’ho fatta lungo la gran via 9 de Julio. Lì, tra il Cabildo e il Ministero dello Sviluppo Sociale, mi sono imbattuta in una manifestazione e un accampamento di un folto gruppo di persone. Mi sono avvicinata alle tende da campeggio e ho chiesto il motivo della loro protesta. Sui cartelloni si parlava di Barrios de pie (quartieri in piedi, in rivolta) e si esclamava “Signor Kicillof, siamo milioni ad essere poveri”. Kicillof è l’attuale Ministro dell’Economia...

Barrios de Pie, Avenida de 9 de julio, 15 abril 2015

Barrios de Pie, gran via 9 di Luglio, 15 Aprile 2015

Judith, coordinatrice del centro comunitario Las hormiguitas, si è avvicinata a parlarmi. La conversazione è stata parecchio lunga ed intensa. Vive in una delle zone chiamate “villas miseria”, in particolare in una chiamata Villa Inflamable (villa infiammabile). In questo quartiere ha sede un’industria petrolchimica che causa parecchi problemi di salute agli abitanti dello stesso per l’inquinamento dell’aria e dell’acqua ma, secondo Judith, nessuno si fa carico né delle malattie né della prevenzione: “nelle villas non c’è solo delinquenza e droga, ci sono persone per bene, gente che con i propri sforzi si è costruita una casa e siamo accampati qui per dimostrare che, quando il ministro dice che l’indice di povertà è diminuito, mente”. L’assistenza sociale che ricevono non serve a mitigare la povertà: Judith assicura che è certamente un aiuto ma che la soluzione non consiste nel dare un tot di denaro e stendere un velo sulla situazione reale di estrema povertà e malnutrizione in cui si trovano molte famiglie all’interno delle villas. È per questo che chiedono una riunione con il Ministro del Lavoro, Carlos Tomada: per negoziare, per fargli vedere la realtà. “Gli indici di povertà non si sono abbassati, continuiamo a vivere una vita precaria in cui stiamo prescindendo da molti dei nostri diritti”.
Vi lascio un breve video che sono riuscita a fare durante la nostra conversazione, spero vi risulti interessante:

Nerea

Foto: Nerea

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