Notizie dal Nepal

C’è una frase di Tote King, un rapper spagnolo, che esprime alla perfezione ciò che penso, dice qualcosa come “la natura è così saggia però, caspita, sbaglia sempre paese”. Oggi, 27 aprile, siamo a 3218 morti in Nepal.

3218 è una cifra comune, forse, per un soldato. Perché, in fin dei conti, morire per colpa della natura può essere addirittura normale su questa pianeta. Pensate alla quantità di gente che muore per le carestie, per punture di zanzara, per un febbrone da 38 gradi…tutto questo rientra nel concetto di natura per chi non possiede una tachipirina.

Nepal

A fronte di ciò che è accaduto, la Spagna ha mandato trenta tonnellate di materiale d’emergenza. È sempre meglio mandare che non mandare, sicuramente, ma permettetemi di citare (nonostante non sia il santo a cui sono devoto) il cantante spagnolo Alejandro Sanz per dire che “dare solamente ciò che ti risulta superfluo non significa condividere ma fare l’elemosina, amore”. Ribadisco, è sempre meglio aiutare dando qualcosa piuttosto che niente, però dovrebbe fare arrossire tutti coloro che si pavoneggiano per queste elargizioni, quando in realtà tutto ciò è solo adempiere ai doveri di essere umano.

Arrivati a questo punto viene da chiedersi se sia naturale o meno che un uragano, un ciclone o un terremoto, o qualsiasi altra cosa, ammazzi dieci volte di più in Asia che nel Nord America. Perché la natura è ovunque la stessa. Per esempio: se rimani trenta giorni senza mangiare in Somalia avrai sicuramente gli stessi sintomi del rimanere senza mangiare per trenta giorni in Texas, negli Stati Uniti. Se hai la febbre in Kenya, gli effetti di questa sono uguali anche a Trebujena, in provincia di Cadiz. Ho l’impressione che la grande differenza stia nel fatto che se stai trenta giorni senza mangiare dall’Equatore in su la cosa normale è che tu stia facendo un nobile sciopero della fame; e che la grande differenza tra la febbre in Kenya ed a Trebujena stia nel chiedere al lavoro “Hai un ibuprofene?” e che vari colleghi e colleghe ti allunghino le pastiglie che a loro non servono in quel momento.

È assolutamente ridicolo dire che il terremoto del Nepal sia stato prodotto da un qualcosa che non è la natura, però non sembra altrettanto assurdo dire che, dietro i 3218 morti che si conoscono nella giornata del 27 di aprile, esista un sistema economico internazionale.

Fernando

Foto: Minervo

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