#BillOfRights: Carta dei Diritti di Internet

Per gli appassionati di analisi politica nonchè giuridica il 27 ottobre risulta essere una giornata di grandi discussioni sugli esiti delle varie elezioni svolte il giorno precedente.

Il ballottaggio verde-oro ha visto riconfermare la Presidenza alla combattiva Dilma Rousseff che ha superato (seppur di poco) il “playboy” conservatore Aécio Neves; il primo turno delle elezioni presidenziali in Uruguay – durante le quali i cittadini dovevano decidere il degno sostituto del non più candidabile José “Pepe” Mujica – si è concluso con il ballottaggio tra il candidato del Frente Amplio (coalizione progressista), Tabaré Vázquez, ed il candidato del Partido Nacional (partito conservatore), Luis Lacalle Pou; le elezioni parlamentari anticipate in Ucraina, con un testa a testa tra il blocco del presidente Petro Poroshenko e il Fronte Popolare del Premier Arseni Iatseniuk; le  elezioni parlamentari e presidenziali in Tunisia, che per il momento vedono in testa il partito laico tunisino Nidaa Tounes.
Nonostante l’attenzione mediatica sia inesorabilmente captata da questi o da altri accadimenti (giustamente) sensazionalistici, mi piacerebbe mettere in luce un evento che, con molta probabilità, passerà in sordina tra le notizie di cronaca italiana ed internazionale.

#BillOfRights
A partire da oggi, lunedì 27 ottobre, infatti, grazie ad un innovativo e democratico sistema di stampo partecipativo, sarà attiva una consultazione cittadina alla pagina http://camera.civi.ci/# che rimarrà online per quattro mesi, dando la possibilità a tutti i cittadini di discutere attivamente la bozza della Carta dei Diritti di Internet , redatta da una Commissione Parlamentare creata ad hoc e presieduta da Stefano Rodotà.
Effettivamente il giurista si interessa già da tempo della tematica, sia per quanto riguarda il diritto all’accesso “...il diritto di accesso a Internet, tuttavia inteso non solo come diritto a essere tecnicamente connessi alla rete, bensì come espressione di un diverso modo d’essere della persona nel mondo, dunque come effetto di una nuova distribuzione del potere sociale” (1) che per quanto riguarda il diritto ad internet latu sensu…l’apertura verso un diritto a Internet rafforza indirettamente, ma in modo evidente, il principio di neutralità della rete e la considerazione della conoscenza in rete come bene comune, al quale deve essere sempre possibile l’accesso. Per questo è necessario affermare una responsabilità pubblica nel garantire quella che deve ormai essere considerata una componente della cittadinanza, dunque una precondizione della stessa democrazia”. (2)
La Commissione, fortemente voluta dalla Presidentessa della Camera Laura Boldrini, ha lavorato per mesi sull’elaborazione di un progetto di Carta dei Diritti (reso pubblico il 13 ottobre scorso), anche sulla scorta delle evoluzioni legislative di altri paesi democratici (basti menzionare il Marco Civil da Internet, approvato in giugno in Brasile).
Così come si legge nel sito istituzionale della Camera dei Deputati: “E’ la prima volta che in Italia si istituisce in sede parlamentare una Commissione di studio su questi temi. L’idea nasce dalla consapevolezza che considerare Internet uno dei vari media è riduttivo e improprio. Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza”.
Il testo della bozza è composto da 14 articoli che hanno l’obiettivo di tutelare principalmente i diritti della persona ed in concreto degli utenti internauti: si parla, infatti, di riconoscimento e garanzia dei diritti; diritto di accesso; neutralità della rete; tutela dei dati personali; diritto all’autodeterminazione informativa; inviolabilità dei sistemi e dei domicili informatici; trattamenti automatizzati; diritto all’identità; anonimato; diritto all’oblio; diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme; sicurezza in rete; diritto all’educazione; criteri per il governo della rete.
A partire da oggi, dunque, tutte e tutti i cittadini italiani avranno la possibilità di commentare gli articoli ed i paragrafi della bozza, al fine di indicare una direzione per possibili sviluppi normativi a tutti i livelli, da quello legislativo nazionale ai trattati internazionali.

Così come dichiara il professore Rodotà “è il momento di pensare a un sistema di diritti per il più grande spazio pubblico che l’umanità abbia mai conosciuto“.

Elisabetta

(1) Rodotà, Stefano, Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli: Roma, Editori Laterza, 2014, p.13.

(2) Ibidem, p. 17.

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